AVO.. La storia - AVO Varese

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AVO.. La storia

L’AVO è nata in un pomeriggio d’estate del 1975. Erminio Longhini, Primario della Divisione Campari dell’Ospedale di Sesto San Giovanni,
camminando in corsia sente una voce che chiama, era una  donna che chiedeva un po’ d’acqua.
Al centro della corsia, una ragazza con un camice bianco lavorava senza destare interesse a quanto le succedeva intorno.
Interrogata risponde: "Non tocca a me, non  sono un’infermiera".
Il piccolo episodio l’aveva lasciato sconcertato.
"Non tocca a me ..." continuava a ripetersi.
Allora a chi tocca? Tocca a tutti!

E’ così nata "l’idea AVO". E’ così che è scattato il meccanismo del volontariato ospedaliero, un servizio del quale, oggi, usufruiscono oltre 500 (ospedali, case di riposo e rsa) in tutta Italia e conta oltre 30.000 volontari coordinati dalla FEDERAVO (www.federavo.it).
Queste cifre, però, potrebbero apparire un po’ fredde e  non adatte a comprendere appieno la profondità e l’intensità di emozioni che scaturiscono in seno al nostro servizio.

L’AVO si propone di portare umanizzazione nei reparti ospedalieri, vuole contribuire a recuperare nell’ospedale i valori che danno senso e contenuto alla dignità della persona umana, indirizzando forze verso chi soffre, nel tentativo quotidiano di realizzare uno stile che diventi simbolo per la società tutta.

 
 
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